Un orologio al quarzo non mostra solo un nome minerale. Contiene un cristallo le cui vibrazioni servono come riferimento. Il materiale è piezoelettrico: una sollecitazione meccanica può produrre una tensione elettrica, mentre una tensione applicata può deformarlo. Questa relazione permette di associare strettamente un movimento fisico con un circuito elettronico.
Il circuito mantiene le oscillazioni del cristallo e ne sfrutta la regolarità. In molti orologi, la frequenza abituale è di 32.768 vibrazioni al secondo. L'elettronica divide questo ritmo per ottenere impulsi corrispondenti ai secondi. Anche la progressione degli aghi può quindi dipendere da questo rapido movimento minerale, nascosto nel caso.
Il quarzo non fornisce energia gratuita per il funzionamento. Serve come risonatore, mentre un alimentatore compensa le perdite. La sua frequenza può anche variare con le condizioni, in particolare la temperatura. L’oggetto è notevole senza essere perfetto: per misurare un tempo che non vediamo, conta le ripetizioni di una deformazione troppo velocemente per i nostri occhi.
Cosa sappiamo
Il cristallo regola il ritmo; un'alimentazione mantiene il movimento.
Per andare alla fonte
- NIST — Everyday Time and Atomic Time, partie 3 (nuova scheda)↗
- NIST — Timekeeping and clocks FAQs (nuova scheda)↗
- NIST — Time and Frequency from A to Z, quartz (nuova scheda)↗
Riferimenti consultati il 21 settembre 2026. Le pagine collegate possono essere in un'altra lingua.
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