Quando l'ornitorinco cerca cibo sott'acqua, chiude gli occhi, le orecchie e le narici. Questa combinazione potrebbe sembrare catastrofica per un cacciatore. Eppure, continua a trovare piccoli animali in fondo ai torrenti. Il suo becco, spesso paragonato a quello di un’anatra per la sua forma, ha capacità sensoriali molto diverse.
Porta ricevitori sensibili alle pressioni, ma anche ai campi elettrici. Gli esperimenti hanno dimostrato che l'animale può localizzare o evitare oggetti grazie a tali campi. I segnali deboli associati all'attività muscolare della preda sono informazioni potenzialmente utili, oltre ai disturbi meccanici che i loro movimenti producono nell'acqua.
Le prede catturate possono essere conservate nelle abajoue e poi masticate quando l'ornitorinco ritorna in superficie. La caccia non si basa su una visione miracolosa al buio. Utilizza altre apparecchiature sensoriali. Il modo preciso in cui le informazioni elettriche e meccaniche si combinano rimane più complesso di un semplice rivelatore che indicherebbe automaticamente ogni pasto.
Cosa sappiamo
L'elettrorecezione integra altre informazioni sensoriali dal becco.
Per andare alla fonte
- Australian Museum — Platypus (nuova scheda)↗
- Scheich et collègues — Nature, 1986, résumé PubMed (nuova scheda)↗
Riferimenti consultati il 21 settembre 2026. Le pagine collegate possono essere in un'altra lingua.
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