Un elefante chiama, e un altro sembra essere più direttamente coinvolto dei suoi vicini. I ricercatori volevano testare questa impressione piuttosto che confrontare semplicemente la scena con una conversazione umana. Hanno studiato centinaia di vocalizzazioni di elefanti africani registrate in Kenya, nelle regioni di Samburu e Amboseli.
Le analisi hanno permesso di prevedere, dalle caratteristiche sonore, l’individuo a cui venivano indirizzate determinate chiamate. Il team ha anche rilasciato registrazioni agli animali. Le risposte erano più marcate quando una chiamata era destinata a loro che quando era indirizzata a un altro elefante. Questi due approcci supportano l'esistenza di segnali individualizzati.
Parlare di nomi offre un quadro parlante, ma c’è un limite essenziale: gli scienziati non hanno individuato una parola che potrebbe essere tradotta in un elenco di nomi. Non hanno nemmeno decifrato una lingua. La scoperta riguarda il modo in cui una chiamata può designare il suo destinatario, una distinzione già notevole all'interno di un gruppo rumoroso.
Cosa sappiamo
I ricercatori non hanno isolato una parola equivalente a un dato nome o decifrato un linguaggio completo.
Per andare alla fonte
Riferimenti consultati l'11 ottobre 2026. Le pagine collegate possono essere in un'altra lingua.
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