Il 9 gennaio 1965, vicino a Hope nella Columbia Britannica, un'enorme massa di roccia si staccò dalle pendici del Johnson Peak. La ricerca Geological Survey of Canada stima il volume di sfollati a circa 48 milioni di metri cubi. Un vasto campo di detriti rimane dove una volta sorgeva la base del pendio.
Le precedenti fotografie aeree mostravano già deformazioni. L'analisi delle registrazioni sismiche suggerisce due grandi valanghe separate da circa tre ore. Il primo movimento avrebbe rimosso il supporto dalla parte superiore, favorendo il secondo. I ricercatori non trovano un trigger sismico o meteorologico chiaramente identificabile per questi eventi.
Contrasto tra lenta preparazione e rottura improvvisa. Una pendenza può deformarsi a lungo prima di superare una soglia di stabilità. Questo non permette di leggere in una semplice fotografia la data della sua caduta: lo studio geologico rivela una storia progressiva, mentre il disastro appare brutale su scala umana.
Cosa sappiamo
La successione in due movimenti è l’interpretazione proposta dai ricercatori; non si inventa un certo terremoto scatenante.
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Riferimenti consultati l'11 ottobre 2026. Le pagine collegate possono essere in un'altra lingua.
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